Richiesta di rimozione dei dati su Google

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Se si desidera che il proprio nome non compaia più all’interno dei motori di ricerca come Google (ma anche Bing, Yahoo, etc.),  si può presentare una richiesta di rimozione che permette di rimuovere dal web tutte quelle notizie di cronaca spiacevoli associate ad un utente.

Bisogna quindi raccogliere tutti i link (URL), riferiti alle pagine in questione e inoltrare la propria richiesta di rimozione – sempre dopo aver verificato che ci siano effettivamente i giusti presupposti – così che i contenuti lesivi non siano più visibili agli altri utenti web. In tal senso, la Cyber Lex (una società che si compone di avvocati e tecnici informatici esperti nelle procedure di rimozione di dati lesivi della privacy sul web), si avvale del Nuovo Regolamento Europeo GDPR 2018, per offrire consulenza e sostegno ai cittadini che desiderano avvalersi del Diritto all’Oblio e ottenere quindi la cancellazione di qualunque notizia lesiva della propria immagine e reputazione che compare su internet. Secondo gli esperti di Cyber Lex infatti, è proprio grazie all’enorme facilità con cui ogni utente può visualizzare il vissuto altrui, che scaturisce un problema in termini di danno alla reputazione, sia a livello personale, ma anche e soprattutto a livello lavorativo.

Questo accade perché al giorno d’oggi, basta digitalizzare sui motori di ricerca il nome e cognome di una persona, per verificare immediatamente se questa sia stata coinvolta in episodi poco piacevoli. Come nei casi di Revenge Porn: un reato particolarmente sgradevole, in quanto vede come vittime principali le donne i cui ex fidanzati (o ex mariti, o comunque soggetti di sesso maschile), pubblicano su internet ‘per vendetta’ alcuni contenuti ‘hot’, prodotti talvolta anche ad insaputa della vittima.

Questo tipo di reato purtroppo, oltre a ledere in modo palese la reputazione del cittadino leso, arriva anche ad uccidere (la cronaca, sia italiana che internazionale, purtroppo è piena di casi di donne vittime di Revenge Porn, che vinte dal senso di vergogna e dai pregiudizi, si sono tolte la vita). Il GDPR 2018, andrà a tutelare anche le vittime di Revenge Porn e Cyber Bullismo (quando la vittima è oggetto di pesanti derisioni o intimidazioni da parte di terzi).

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